Valutazione del rischio e gestione della legionellosi negli impianti idrosanitari

Editoriale

Consigli

Data

6 Agosto 2026

Garantire l'eccellenza e la sicurezza microbiologica dell'acqua negli impianti idro-termo sanitari e di climatizzazione è un aspetto fondamentale per il team di Mountech. In qualità di progettisti e specialisti nell'impiantistica integrata – dai sistemi termoidraulici ed elettrici – conosciamo bene l'importanza di prevenire rischi complessi come la proliferazione batterica fin dalle prime fasi di progettazione.

SITO - Mountech

Descrizione

Tra i diversi agenti biologici oggetto di sorveglianza, i batteri gram-negativi del genere Legionella – e in particolare la specie Legionella pneumophila, responsabile di circa il 90% dei casi clinici registrati – richiedono un’attenzione costante e un approccio preventivo rigoroso. Dal punto di vista epidemiologico, la patologia mostra una chiara selettività: l’incidenza delle infezioni aumenta in modo sensibile con l’avanzare dell’età (risultando particolarmente pronunciata nelle fasce d’età superiori ai 50 anni) e manifesta una prevalenza significativamente maggiore nel sesso maschile. Comprendere la dinamica di proliferazione di questo microfattore è il primo passo per implementare misure strategiche efficaci.

 

 

La dinamica del contagio e i fattori ambientali critici

 

Un aspetto fondamentale su cui fare chiarezza riguarda le modalità di trasmissione. La legionellosi non si contrae mediante l’ingestione di acqua potabile, né tantomeno attraverso il contatto tra soggetti infetti. La via di infezione è esclusivamente respiratoria, mediante l’inalazione di microgocce d’acqua contaminate di dimensioni ridotte (indicativamente tra 1 e 5 micron), capaci di raggiungere le vie aeree profonde.

È opportuno sottolineare che la semplice presenza di legionella nelle fonti idriche naturali o negli acquedotti non costituisce di per sé un pericolo immediato. Il rischio microbiologico si concretizza unicamente quando si verifica la concomitanza di una serie di fattori favorevoli:

  • Condizioni termiche ideali: l’intervallo di temperatura compreso tra 25 °C e 42 °C favorisce la replicazione batterica, con un picco di crescita ottimale attorno ai 37 °C.

  • Presenza di ossigeno ed elementi nutritivi: la proliferazione è sostenuta da ambienti aerobici ricchi di incrostazioni calcaree, depositi organici, sali di ferro e dalla contestuale presenza di biofilm o protozoi ospiti.

  • Concentrazione batterica elevata: la carica infettante diventa critica quando i livelli di contaminazione superano la soglia di sicurezza comunemente individuata in 1.000 CFU/L.

 

 

Progettazione impiantistica: contrastare la formazione del biofilm

 

Il vero fulcro della sopravvivenza della Legionella negli impianti idrici è il biofilm: una matrice complessa di microorganismi, sostanze polimeriche e depositi minerali che aderisce alle pareti interne delle tubazioni, fornendo protezione e nutrimento ai batteri. La prevenzione strutturale deve quindi mirare ad azzerare le condizioni che ne favoriscono l’ancoraggio. In sede di progettazione e manutenzione degli impianti, le linee guida tecniche suggeriscono alcuni interventi chiave:

  • Selezione dei materiali: impiego di tubazioni e serbatoi realizzati con materiali a bassa aderenza superficiale, in grado di limitare lo sviluppo di aggregati biologici.

  • Dimensionamento dinamico: favorire adeguate velocità di scorrimento del fluido per contrastare il deposito di sedimenti.

  • Eliminazione dei punti di stagnazione: evitare accuratamente i cosiddetti “bracci morti”, limitare le tubazioni di riserva non utilizzate e selezionare accumuli e bollitori privi di zone d’ombra idraulica.

  • Configurazione ad anello chiuso: l’adozione di schemi di distribuzione ad anello consente di mantenere l’acqua in costante movimento su tutte le utenze connected, garantendo un ricambio idrico continuo anche in caso di utilizzo discontinuo dei servizi.

 

Strategie e trattamenti di disinfezione

 

Oltre alla corretta concezione impiantistica, la gestione del rischio richiede l’adozione di specifici protocolli di sanificazione, da calibrare in base alle caratteristiche specifiche della rete idrica. Nei sistemi dotati di accumuli termici e reti di distribuzione complesse, la disinfezione termica rappresenta una metodologia ampiamente applicata. Sfruttando valvole miscelatrici con sistemi di bypass automatizzati e temporizzati, è possibile innalzare ciclicamente la temperatura dell’acqua all’interno della rete a 60 °C (tipicamente durante i periodi notturni di minimo utilizzo), garantendo l’inattivazione termica del batterio. Qualora le caratteristiche dell’impianto o le esigenze operative non consentano lo shock termico, si ricorre a trattamenti di disinfezione chimica continua o dosata mediante stazioni automatiche (skid):

  • Biossido di cloro (ClO2): soluzione ad altissima efficacia virucida e battericida, in grado di penetrare ed eliminare il biofilm profondo senza alterare le caratteristiche organolettiche dell’acqua.

  • Sistemi a base di perossido di idrogeno e ioni d’argento: trattamenti con spiccata azione ossidante ed effetto anticorrosivo, particolarmente indicati per prevenire contemporaneamente incrostazioni calcaree e incistamenti batterici.

Il controllo della Legionella non può essere affidato a interventi estemporanei o di emergenza. Richiede un approccio integrato che parta da una corretta progettazione idraulica, passi per la scelta di materiali idonei e si consolidi attraverso un piano di monitoraggio e manutenzione costante.

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