Ventilazione Meccanica: la formula per l’aria pulita
Editoriale
Data
8 Luglio 2026
Dalla UNI 10339 alla UNI EN 16798: come cambia l'approccio alla progettazione della ventilazione meccanica negli edifici.
Descrizione
Per molti anni, il dimensionamento del ricambio aria negli edifici è stato gestito con un approccio tabellare con riferimento alla UNI 10339. Il progettista aveva il compito di individuare la destinazione d’uso del locale all’interno di un elenco e applicare un valore fisso di portata. Ad esempio, per un ufficio standard, la richiesta era di garantire una portata di arie esterne di circa 40 m³/h per persona.
La nuova normativa non fornisce più una risposta univoca ma introduce un metodo che richiede una valutazione più approfondita del contesto. dell’utilizzo degli ambienti, della qualità dell’aria attesa e delle esigenze del committente.
Oggigiorno il progettista, affidandosi alla UNI EN 16798, deve:
– analizzare la qualità dell’aria esterna e la presenza di eventuali inquinanti;
– individuare il sistema di filtrazione più idoneo;
– definire il livello di qualità dell’aria interna da garantire in funzione della destinazione d’uso;
– determinare la portata di aria esterna necessaria per raggiungere gli obiettivi prestazionali richiesti.
In sostanza, passando da una metodologia tabellare ad una prestazionale, gli obiettivi progettuali variano. Ad esempio in un ufficio, quando la concentrazione di CO₂ supera determinate soglie, molte persone iniziano a percepire aria “viziata” e possono comparire sintomi come sonnolenza, riduzione della concentrazione e mal di testa. L’obiettivo della ventilazione diventa quindi quello di ottimizzare la qualità della vita e il comfort negli ambienti lavorativi.
Calandoci in un caso di reale applicazione per un ufficio:
– Con la vecchia impostazione normativa era sufficiente applicare una portata d’aria tabellare di 40 m³/h per persona.
– Con la UNI EN 16798 il progettista deve invece ragionare sull’obiettivo da raggiungere, ovvero garantire una buona qualità dell’aria interna e mantenere la concentrazione di CO₂ entro livelli che favoriscano comfort e produttività. Occorre valutare affollamento, qualità dell’aria esterna, sistemi di filtrazione e prestazioni richieste dalla committenza.
La domanda non è più “Quanti metri cubi all’ora prevede la normativa?”, ma “Quanta aria serve per garantire le condizioni di comfort e qualità richieste in questo specifico ambiente?”.
In Mountech, ci occupiamo di progettare impianti attraverso un’attenta valutazione delle circostanze e delle richieste del cliente. I nostri tecnici si impegnano a garantire ambienti confortevoli e di qualità in base alle richieste di uno specifico ambiente.
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